13 Giu 2017, ore 13:15

Formare per crescere. Questo potrebbe essere lo slogan e la sintesi della lunga attività di scouting portata avanti, ormai da anni, dalla nostra azienda di concerto con Università italiane e straniere e, in particolar modo, con la Facoltà di Ingegneria.

L’obiettivo dichiarato è riuscire ad attrarre le menti più attive e brillanti non solo per essere al passo con i tempi, ma soprattutto per continuare ad essere protagonisti del panorama produttivo nazionale e internazionale.

Per far questo la nostra azienda ha stretto rapporti, solidi e proficui, con il mondo dell’università mettendo, a disposizione dei giovani più motivati il proprio know how e le proprie facilities per consentir loro di poter vedere da vicino la nostra realtà e dare loro l’opportunità di mettersi in evidenza.

In questo contesto si deve leggere l’ultima iniziativa – in ordine di tempo – che ha visto un nostro rappresentante, l’ingegnere Domenico Lanciotto (Senior Vice President Engineering & Commissioning di Ansaldo STS), raccontare la nostra realtà durante l’ottavo incontro dal titolo “Settore industriale, energetico e dei trasporti: quale ruolo per l’ingegnere elettrico del futuro”, che si è tenuto nei giorni scorsi a Genova.

La nostra esigenza – spiegano i responsabili della formazione – è quella di avere rapporti sempre più fruttuosi con gli atenei. Abbiamo bisogno di trovare nuove risorse che contribuiscano a far crescere ulteriormente la nostra compagnia. E tra tutte le risorse che cerchiamo gli ingegneri elettrici rappresentano quelle più utili. Questo perché dal power supply al project engenering sono professionalità che meglio si prestano ai nostri obiettivi di business di medio e lungo periodo”.

La strada per diventare ingegnere elettrico è tutt’altro che semplice, anche perché oltre alle difficoltà intrinseche del corso di laurea – considerato all’interno del ramo ingegneristico uno dei più completi per la sua interdisciplinarietà–, nel corso degli ultimi anni la popolarità dell’indirizzo ingegneristico è diminuita portando alla graduale perdita di iscritti. Dall’intenzione di cambiare questa situazione e dalla nostra volontà di dare un contributo attivo alla formazione dei nostri ragazzi, abbiamo intensificato il nostro programma di collaborazione con l’Università di Genova.

In sintesi inseriamo tesisti, tirocinanti e accogliamo studenti ai primi anni d’università in azienda per spiegare la nostra attività e per far visitare i nostri laboratori, nonché siamo presenti insieme all’Ateneo nei vari progetti di alternanza scuola lavoro. Un insieme di attività che possono essere bacino per possibili inserimenti nel ramo ingegneristico e non solo.

Stiamo facendo il possibile per costruire un vero e proprio programma di studi – spiegano i responsabili aziendali – che unisca il mondo dell’istruzione e del lavoro. In tal senso stiamo collaborando attivamente con la Facoltà di Genova, in particolare gli ingegneri Massucco e Mazzucchelli, cercando di inserire all’interno del programma di studi dei seminari ad hoc che rispondano nei contenuti, alle esigenze del nostro business e che diano agli studenti un punto di vista pratico e vivo sul mercato del lavoro e sulle opportunità che un’azienda come la nostra può offrire a chi si impegna. Il convegno cui ha partecipato l’ingegnere Lanciotto, ha rappresentato l’opportunità per conoscere e per farci conoscere sia dai più giovani che stanno terminando il liceo e che dovranno affacciarsi alla difficile scelta di quello che sarà il loro futuro e dai meno giovani che stanno terminando il corso magistrale e dovranno avvicinarsi al mondo del lavoro”.

Negli ultimi quattro anni abbiamo intensificato in tutta Italia il rapporto con le Università attraverso una serie di iniziative locali e nazionali che hanno portato degli ottimi risultati. In questo periodo abbiamo intervistato più di 300 giovani laureati, di cui circa 170 hanno collaborato con noi in stage, tirocini e tesi magistrali. Dei 170 che hanno superato la prima scrematura, circa il 45 per cento ha fatto uno stage in Ingegneria e di questo 45 per cento più del 35 per cento è stato assunto nell’ente dell’Ingegneria.

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